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PROTESI
MAMMARIE
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Per
aumentare il volume delle
mammella sono state proposti
ed introdotti numerosi materiali
nel corso degli anni , a partire
da materiale autologo quali
gli innesti di grasso fino
ad iniezioni di materiale
più o meno biocompatibile
quali lq paraffina, il silicone
liquido, acido ialuronico
ecc..).
Ma attualmente il materiale
più sperimentato ed utilizzato
è rappresentato dalle protesi
mammarie, costituite da un
involucro di silicone di varie
forme e dimensioni, il cui
contenuto può essere un liquido
o un gel.
Esaminiamo brevemente questi
fattori
INVOLUCRO
ESTERNO
Involucro
di silicone liscio;
è stato il primo tipo di involucro
introdotto, costituito da
una membrana di silicone liscio
e trasparente: I primi inconvenienti
di tale protesi introdotte
negli anni 80 erano dati dal
possibile trasudo di silicone
liquido attraverso tale membrana
provocando importanti retrazioni
capsulari .Con il passare
degli anni fu resa più spessa,
ma sempre tale da non garantire
l’impermabilità al silicone
liquido o ad una sua rottura
per un trauma.
Involucro
con silicone rivestito di
poliuretano: tale
rivestimento garantiva una
maggiore protezione e quindi
una migliore tenuta, ma apparentemente
solo all’inizio, in quanto
con il passare del tempo questa
pellicola esterna veniva “autodigerita”
lasciando quindi sempre la
protesi con il suo involucro
liscio e suscettibile di trasudo.
Involucro
di silicone tesaurizzato.
Fu introdotto questo tipo
di protesi agli inizi degli
anni 90 , caratterizzato dal
tipo di trattamento dell’involucro
esterno di silicone che lo
rende più ruvido e irregolare
in modo da evitare possibili
retrazioni capsulari
Protesi a doppio lume.
Tali protesi ormai cadute
in disuso erano formate da
umn involucro interno riempito
di silicone liquido e da un
secondo involucro di silicone
riempito di soluzione salina,
Ciò al fini di evitare il
trasudo esterno di silicone
liquido.
MATERIALI
DI RIEMPIMENTO
Nel
corso degli anni oltre al
silicone liquido diverse sostanze
sono state utilizzate per
riempire le protesi mammarie;
tra questi ricordiamo la soluzione
salina, l’olio di soia e i
polisaccaridi ; tutte ormai
abbandonate e fuori produzione.
Il materiale attualmente più
utilizzatio è il gel di silicone
ad alta coesività, introdotto
nel 1994. Tale gel rende la
protesi morbida ed elastica,
e l’alto potere coesivo non
provoca la sua fuoriuscita
dall’involucro in caso di
rottura della protesi : tale
evenienza è comunque quasi
impossibile per questo tipo
di protesi
FORMA
ROTONDA.
Riempita di gel coesivo più
morbido che permette il suo
adattamento ai movimenti della
paziente in quanto in ortosttismo
il contenuto tende a scendere
leggermente in basso ricalcando
il modelloanatomico della
mammella. Sono disponibili
nelle 3 proiezioni, alta media
e bassa.
ANATOMICA:
dette anche a “goccia” in
quanto simili alla forma naturale
della mammela, riempite di
gel coesivo. Anch’esse sul
mercato con le 3 proiezioni
e con diversi modelli e misure
che si adattano a qualsiasi
richiesta e situazione anatomica
della paziente.
In quale posizione impiantarla?
Posizione retroghiandolare.
Si consiglia tale posizionamento
in donne che abbiano almeno
una modesta ghiandola mammaria
e che non
siano molto magre. Per il
tipo di protesi è preferibile
il gel coesivo semiliquido.
La tasca si prepara tra la
ghiandola mammaria ed il muscolo
grande pettorale.
Posizione
retromuscolare .
Indicata in pazienti magre,
con scarsa rappresentazione
della ghiandola o comunque
con mammelle
piccole.. tale alloggiamento
garantisce una buona copertura
nel polo superiore , in quanto
è scarsamente visibile il
bordo protesico. Ill bordo
inferiore invece non è completamente
coperto dal muscolo grande
pettorale, in quanto questo
non è presente nel terzo inferiore,
e quindi parte della protesi
alloggia comunque in sede
retroghiandolare.
Posizionamento Dual plane.
Prevede un doppio scollamento
sia retroghiandolare verso
il basso e retromuscolare
verso l’alto fino dissecare
parte delle inserzioni condrosternali,.
Tale tasca permette un buon
alloggiamento della protesi
privo di qualsiasi irregolarità
che possano nel post operatorio
provocare i cosiddetti “doppi
profili”
Quale
misura scegliere.
Tale
scelta va fatta di comune
accordo con la paziente, ascoltando
il suo desiderio, ma sempre
d’accordo con il chirurgo
che suggerisce un possibile
volume in base alla situazione
anatomiche e alla presenza
o meno di ghiandola mammaria,
Quindi andranno presi in considerazione
i vari parametri corporei,
quali altezza, peso, larghezza
delle spalle, tipo di torace:
oltre a questo molto importante
è l’aspetto psicologico della
paziente che deve essere valutato
attentamente dal chirurgo
per capire l vissuto e le
eventuali aspettative future.
